• Angelo Fernando Galeano

Il riscaldamento vocale perfetto.

Aggiornato il: feb 25

Il riscaldamento vocale in vista di una performance è una delle abilità principali di un professionista della voce e anche la fase più delicata di una giornata di lavoro.


Innanzitutto bisogna distinguere ciò che è riscaldamento da ciò che è allenamento.


La voce non esiste.

In tutto l’apparato fonatorio, cassa toracica per la sorgente di energia, laringe per la produzione sonora vera e propria e vocal tract per l’articolazione e il sistema risonanziale, ci sono muscoli che fanno delle cose. Se questi muscoli sono allenati, compiono egregiamente il loro lavoro, se non lo sono, non c’è esercizio miracoloso che possa sostituirsi ad un sano, costante ed efficace allenamento.


Gli esercizi di riscaldamento sono quindi quelli che predispongono questi muscoli alla produzione sonora e al lavoro, gli esercizi di allenamento sono quelli che si effettuano a corde calde per allenare tutta la muscolatura coinvolta nella fonazione .


E’ bene quindi iniziare una fase di riscaldamento con degli esercizi di respirazione per risvegliare la muscolatura responsabile dell’ampliamento della cassa toracica, vero motore della cosiddetta respirazione diaframmatica.


A seguire uno streatching del collo, della lingua e un bel massaggio facciale non superficiale.


Una volta attivata la muscolatura extralaringea, si può passare al riscaldamento e poi all’allenamento laringeo.


Esistono esercizi di predisposizione della meccanica laringea che rientrano nel novero degli esercizi di riscaldamento, e poi ci sono fondamentali esercizi di allenamento meccanico muscolare, che rientrano invece nella categoria degli esercizi di allenamento vocale.


Gli esercizi di predisposiozne laringea, benché antichissimi, sono stati definiti solo in tempi recenti come SOVTE (Semi Occluded Vocal Tract Exercises).

La tradizione belcantistica li tramanda da secoli come esercizi a bocca chiusa, la leggenda vuole addirittura che il grande soprano Montserrat Caballé abbia studiato per un intero anno solo con questo tipo di esercizi prima di iniziare a studiare il canto a voce spiegata.


Jo Estill annoverò questi esercizi nel suo Voice Training chiamandoli sirene, per poi successivamente comparire nell’ambito della terapia riabilitativa, da Borragan in poi, con l’ausilio di una serie di attrezzature come mascherine e cannucce, oggi molto di moda.


I SOVTE lavorano sull’impedenza acustica generando così una diminuzione della pressione transglottica e un aumento del lavoro muscolare in economia, facilitando la predisposizione di meccanismi laringei come il tilt tiroideo, fondamentale in una sessione di riscaldamento.


A mio parere questi esercizi da soli non sono sufficienti ad affrontare una performance, benché siano un ottimo riscaldamento pre-allenamento, perché a meno che non li si sappia fare in maniera sopraffina, quasi sempre il cantante medio tende a usare solo il bordo cordale oltre un break vocale che si verifica in terribile anticipo sul dovuto.


Il risultato è aver allenato la corda a lavorare solo a massa troppo sottile o addirittura ad abbandonare totalmente la vibrazione a massa spessa, rendendo assolutamente necessario il recupero della massa cordale nel successivo allenamento prima di salire sul palcoscenico.


Fanno parte di questi esercizi le sirene, o NG, per gli esercizi statici, ossia con una sola sorgente vibratoria, le corde; e i lip-roll, per gli esercizi fluttuanti, ossia con una sorgente vibratoria secondaria, in questo caso le labbra; i secondi sono sempre da effettuarsi dopo i primi, avendo un’impedenza e quindi un’economia vocale minore.





A circa quindici-venti minuti dall’inizio del riscaldamento, dopo aver effettuato tutte queste manovre, è giunto il momento di iniziare l’allenamento vocale vero, con esercizi a massa più spessa, graduali ovviamente, spaziando in più qualità di suono, a seconda dello stile che l’artista si appresti a performare.


Ovviamente si alleneranno prima le qualità di suono più leggere, a tempo di contatto minore, e poi quelle a massa più spessa.


La giusta progressione è allenare prima il Legit, ossia il suono classico belcantistico, poi le qualità di suono a tempo di contatto maggiore, come lo Speech&Twang, ed infine, solo se necessario, il Belt.


E' ovvio che il cantante d’opera si fermerà al primo step, mentre il cantante di altri generi dovrà continuare fino ad attraversare tutta la tavolozza di colori.


Un riscaldamento-allenamento vocale efficace, fra una cosa e l’altra, non può durare meno di una quarantina di minuti e può protrarsi anche fino ad un’ora.


Non facciamo l'errore di pensare che la voce consti di una certa quantità quotidiana, e quindi per risparmiarla non la alleniamo a dovere prima della perfomance dicendo cose stupide tipo: "devo cantare per due ore, è meglio che stia zitto fino al'ultimo minuto prima di entrare in scena".


Immaginate un danzatore professionista che entri in palscosenico a freddo. Oltre a non essere in grado di eseguire la coreografia, si farà anche molto male un po' dappertutto.


Allo stesso modo un cantante deve entrare in scena caldissimo. Sta all'abilità tecnica il praticare un riscaldamento-allenamento che non affatichi ma renda altamente performanti.


L'allenamento va eseguito in rilassatezza, prima di cambiarsi, truccarsi e imparruccarsi, almeno un paio d’ore prima dell’inizio della performance, così da avere ancora un’ora di tempo per l’abbigliamento, il trucco e parrucco.


Ovviamente dipende dalla convocazione; è sempre bene chiedere di essere i primi al trucco.

Non siate pigri e non pretendete di arrivare in teatro ad un’ora dal sipario, l’ora in cui arrivano le comparse.


Mi sembra superfluo specificare che tutto ciò, eseguito prima di una performance, non basta a tenere un cantante in allenamento, l’allenamento quotidiano è la vera fonte inesauribile dei talenti che si vanno poi a dimostrare in scena.


Alla fine della performance, se tutto è andato bene, finirete con la voce caldissima e il corpo stanchissimo. Se non è andato tutto bene finirete con l’energia fisica-corporea decisamente in eccesso e la voce stanchissima.


Questo è il momento cruciale per un artista, è necessario rifuggire le lusinghe del mondo e dello show business, fare qualche breve esercizio di defatigamento, assolutamente non il vocal-fry, che avendo un tempo di contatto altissimo ha un'economia vocale bassissima, evitare pizze in compagnia, uscite per “bere qualcosa”, party post prima, in cui è bene comparire, ma ad una certa dileguarsi il più in fretta possibile, e tacere finche non si è arrivati nel proprio letto, o quello della camera d’albergo che temporaneamente è casa, e farsi una solenne e meritatissima dormita.


Domani si dovrà ricominciare tutto da capo.


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