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Voci crossgender e Pop contemporaneo

  • Immagine del redattore: Angelo Fernando Galeano
    Angelo Fernando Galeano
  • 2 gen
  • Tempo di lettura: 7 min

Il trionfo delle voci crossgender all’Eurovision Song Contest è un barometro del pop contemporaneo; l'Eurovision Song Contest, con la sua portata globale e la sua intrinseca vocazione all'innovazione, si conferma un osservatorio privilegiato per analizzare le tendenze emergenti nel panorama musicale e vocale. Negli ultimi anni, in particolare, si è assistito al successo reiterato di artisti la cui espressione di genere e, di riflesso, la loro vocalità scenica, trascende le categorizzazioni tradizionali. Questo fenomeno non è una mera coincidenza, ma un riflesso delle profonde trasformazioni socio-culturali e musicali che caratterizzano il pop della Generazione Z e, in prospettiva, della Generazione Alpha.


La progressiva fluidità delle identità di genere e l'apertura verso nuove forme di espressione artistica sono elementi distintivi che stanno ridefinendo i canoni estetici e performativi della musica contemporanea. L'Eurovision, in questo contesto, funge da megafono per queste istanze, amplificando la visibilità di artisti che rompono con le convenzioni e che trovano nella loro unicità un elemento di forza e attrattiva. La vocalità scenica, intesa non solo come abilità tecnica ma come veicolo di autenticità e risonanza emotiva, diventa quindi un terreno fertile per l'esplorazione di nuove sfumature espressive.


Il successo di questi artisti, spesso caratterizzati da un'estetica non binaria o da una performance che sfida le aspettative di genere, segnala un cambiamento significativo nelle preferenze del pubblico. Le giovani generazioni, in particolare, dimostrano una maggiore sensibilità e apertura verso la diversità e l'inclusione, valori che si riflettono nella loro fruizione musicale. Questo impatta non solo la scelta degli artisti vincenti all'Eurovision, ma anche le strategie di marketing e di produzione discografica a livello globale. 

Le case discografiche e i talent televisivi italiani di successo sono sempre più attenti a individuare e promuovere artisti che incarnano questa nuova ondata di creatività e autenticità, riconoscendo il potenziale dirompente di un'espressione artistica che non si piega a schemi predefiniti.


Ridefinire i paradigmi vocali e di genere?

Il concetto di voce crossgender o gender-fluid voice nel contesto performativo va oltre una semplice alterazione della tessitura vocale. Si tratta piuttosto di una vocalità scenica che si manifesta attraverso un'identità di genere non binaria o un'espressione di genere fluida, spesso integrata da una straordinaria versatilità vocale che sfida le aspettative tradizionali imposte dal binarismo di genere.


Analizzando il caso di Nemo (Svizzera, vincitore 2024 con The Code), la sua identificazione come persona non binaria si traduce in una performance vocale poliedrica e senza confini. 

Il passaggio fluido tra rap, vocalizzi tradizionalmente afferenti alla vocalità di stampo teatrale e sezioni più marcatamente pop non è semplicemente una dimostrazione di vocalità estesa, ma un'incarnazione sonora dell'identità stessa dell'artista. 

La voce di Nemo non è "crossgender" per una caratteristica fisiologica intrinseca, quanto per il modo in cui essa viene impiegata per superare le convenzioni di genere nell'interpretazione e nell'arrangiamento. Questo richiede un controllo vocale e una consapevolezza performativa che trascendono la mera imitazione di stili.


In parallelo, sebbene con un diverso focus, si osserva il successo di JJ (Austria, vincitore 2025 con Wasted Love). Pur identificandosi come uomo cisgender, JJ ha catturato l'attenzione per la sua capacità di fondere la potenza e la tecnica del canto teatrale con sonorità pop contemporanee. Qui l’originalità non è tanto nell'identità di genere, quanto nella fluidità stilistica e nella fusione di generi vocali. 

La sua performance dimostra come la metodologia teatrale classica possa essere decontestualizzata e reinterpretata in un framework non teatrale, ampliando le possibilità espressive del pop. Non si tratta di una "voce operistica nel pop", o peggio di “opera pop”, ma di un'integrazione organica della vocalità teatrale in un contesto non teatrale che crea un nuovo vocabolario sonoro, superando le barriere tra generi musicali, storicamente percepiti come distanti, il cosiddetto crossover. 


Questi artisti, insieme a figure iconiche come Conchita Wurst (Austria, vincitrice 2014), rappresentano un'evoluzione significativa nella percezione della performance vocale e dell'identità sul palcoscenico internazionale.

L'evoluzione culturale ci ha insegnato a superare la rigida associazione di generi e colori, riconoscendo che il blu non è intrinsecamente "maschile" né il rosa "femminile". Analogamente, nel campo della vocalità, siamo chiamati a un riapprendimento profondo: smettere di attribuire un sesso ai suoni. 


Implicazioni performative per i vocal coach

Il successo di queste vocalità all'Eurovision non è un fenomeno isolato, ma riflette una complessa interazione di fattori culturali e di mercato.

Il contest ha consolidato la sua reputazione come megafono per valori di inclusione, tolleranza e diversità. Questa apertura alle identità LGBTQ+ crea un ambiente accogliente per espressioni artistiche non conformi, fungendo da "safe space" mediatico che incoraggia l'autenticità. Per i vocal coach, ciò significa riconoscere e valorizzare la libertà espressiva individuale al di là delle etichette.

Il pubblico dell'Eurovision, in particolare le fasce demografiche più giovani e digitalmente native (Gen Z e Gen Alpha), dimostra una marcata apertura verso tematiche progressiste e una maggiore fluidità nell'identificazione di genere. 

Questa sensibilità si traduce in un forte supporto per artisti che rappresentano la diversità, influenzando positivamente le preferenze delle giurie internazionali, spesso sensibili a queste dinamiche socio-culturali. I vocal coach dovrebbero essere consapevoli di come l'autenticità e la rappresentazione dell’identità degli artisti e delle artiste possano amplificare l'impatto performativo.

L'estetica "camp" dell'Eurovision, che celebra l'eccesso, la teatralità e la decostruzione delle norme, si sposa perfettamente con performance che esplorano o sfidano le convenzioni di genere. La capacità di creare un'esperienza visiva e sonora unica, che trascende il convenzionale, è un fattore chiave per la memorabilità e l'impatto. 

Ciò suggerisce che la formazione dell’artista nel pop internazionale non possa più prescindere da una profonda comprensione della performance integrale, dove l’espressione artistica multidimensionale è imprescindibile, benché la vocalità resti comunque, almeno all’estero, un elemento chiave. 


Il binomio indissolubile fra eccellenza artistica e narrazione personale

Artisti come Nemo e Conchita Wurst hanno saputo veicolare storie personali di auto-accettazione e lotta contro le barriere. Questa autenticità crea una profonda risonanza emotiva con il pubblico e le giurie. 

Ma il mero superamento delle convenzioni non è sufficiente per il successo. La narrazione personale, la metodologia vocale e l'originalità artistica rimangono pilastri fondamentali solo se si sostengono a vicenda. 

Per il vocal coach, ciò implica l'importanza di aiutare l’Artista a trovare e veicolare la propria verità attraverso la voce, trasformando la performance in un'esperienza condivisibile di vulnerabilità e forza. Non si tratta solo di tecnica, ma di "voce dell'anima".

Indipendentemente dal messaggio, la padronanza vocale è irrinunciabile. Nemo ha dimostrato estensione, controllo dinamico e una capacità di transizione stilistica che pochi artisti pop possiedono. JJ ha esibito una fusione unica di malleabilità, estensione e controllo, abilità che solo il canto teatrale garantisce. Questa distintività vocale, unita a produzioni musicali di alta qualità, rende questi artisti immediatamente riconoscibili e competitivi. Il ruolo del vocal coach è quindi quello di sviluppare una metodologia d’emissione robusta, di stampo belcantistico, ma versatile, applicata ad ogni genere, che permetta all'artista di esplorare qualsiasi registro e stile con agilità e in sicurezza.

L'Eurovision premia l'innovazione, la capacità degli artisti di sfidare le convenzioni di genere non solo a livello identitario, ma anche attraverso l'uso non convenzionale della voce e la fusione di generi musicali e contribuisce a spingere i confini dell'espressione artistica contemporanea. 


Il nuovo paesaggio vocale nel pop della Gen Z e della Gen Alpha

Le vittorie all'Eurovision sono un chiaro indicatore delle tendenze che stanno plasmando il pop della Generazione Z e, in modo crescente, della Generazione Alpha. 

Per la Gen Z e, ancora di più, per la Gen Alpha, le categorie binarie (di genere, sessualità, stile musicale) sono sempre meno rilevanti. C'è una naturale propensione alla fluidità e all'ibridazione. Questo si riflette nella musica, che spesso fonde generi e sfuma i confini tradizionali. La voce, in questo contesto, diventa uno strumento per esprimere questa fluidità, attraverso una maggiore agilità stilistica e un minor attaccamento a stereotipi vocali legati al genere.

L'autenticità è una valuta preziosa per queste generazioni. Gli artisti che riescono a esprimere la propria identità in modo genuino, anche se non convenzionale, risuonano profondamente. Questo richiede che la vocalità sia in perfetta sintonia con il messaggio e l'immagine dell'artista, diventando parte integrante del personal branding.

Cresciute in un ambiente digitale, queste generazioni consumano musica in modo multimediale. La performance non è solo audio, ma video, social media, interazione. La vocalità deve essere pensata non solo per l'ascolto, ma anche per la visualizzazione e l'engagement online. Ciò implica che la formazione vocale debba considerare l'intero spettro della performance, inclusa l'espressività facciale e corporea, e come queste interagiscono con la voce per comunicare un messaggio completo.

L'ascoltatore contemporaneo, esposto a una vastità di generi e stili grazie alle piattaforme di streaming, è più propenso ad apprezzare le fusioni vocali complesse, come quelle che uniscono il canto teatrale al rap, o elementi jazz al pop elettronico. Questo apre nuove opportunità per i vocal coach di esplorare e insegnare metodologie vocali ibride.



Implicazioni per la didattica vocale professionale

Per i vocal coach e gli educatori del canto, queste tendenze comportano una revisione dei paradigmi didattici; non è più sufficiente formare cantanti specialisti in un singolo genere. È imperativo sviluppare una metodologia vocale robusta e flessibile che permetta all’artista di navigare tra stili diversi, dal pop al rap al soul, fino a elementi di opera o folk. Questo include lavorare su estensione, agilità, controllo dinamico e la capacità di adattare il timbro.

Questo implica per i vocal coach che cercano di stare al passo con le tendenze delle nuove generazioni l'esigenza di una formazione continua e di un approccio a mente aperta sia verso la grande tradizione del Belcanto  italiano storico che verso le nuove sonorità e le combinazioni stilistiche emergenti. 

L'insegnamento del canto deve poi trascendere la mera meccanica. È fondamentale aiutare l’artista a connettersi con la propria identità e a trovare la propria voce autentica, incoraggiando l'esplorazione dell'espressione di genere e personale senza giudizio. 

Il vocal coaching non può più limitarsi esclusivamente all'aspetto vocale. È cruciale integrare elementi di presenza scenica, espressione corporea, interazione con il microfono e consapevolezza dell'immagine. La voce è uno strumento all'interno di una performance a 360 gradi.

I vocal coach devono rimanere aggiornati sulle evoluzioni del pop, sui nuovi stili vocali emergenti e sull'uso delle tecnologie come strumenti espressivi. Comprendere come la voce interagisce con l'elettronica è sempre più rilevante.

È essenziale creare un ambiente di apprendimento inclusivo, in cui ogni artista, indipendentemente dalla propria identità di genere o espressione, si senta supportato e valorizzato. Questo richiede una comprensione delle diverse identità e un linguaggio rispettoso.

In conclusione, le recenti vittorie all'Eurovision non sono un'anomalia, ma un sintomo di un'evoluzione profonda nel pop contemporaneo, guidata dalle nuove generazioni. Per i professionisti del Canto, ciò rappresenta una sfida stimolante e un'opportunità unica per forgiare le voci del futuro: voci versatili, autentiche e capaci di comunicare senza confini, rispecchiando la complessità del mondo in cui viviamo.



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