Free Adalgisa. Restituiamo ai soprani la Seconda Donna.
- Angelo Fernando Galeano

- 2 gen
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Nella storia del teatro occidentale, la figura della Prima Donna svetta come un archetipo assoluto: protagonista carismatica, spesso volubile, centro nevralgico della trama e dell'interesse del pubblico.Tuttavia, all'ombra della protagonista eponima, colei che dà il nome al titolo, come Norma o Medea, si muove da sempre la Seconda Donna. Un ruolo fondamentale per l'ingranaggio drammatico, ma storicamente percepito come un passo indietro rispetto alla stella principale.
Con Mozart e Da Ponte, la gerarchia tra le voci femminili si fa estremamente sottile, tendendo a una quasi totale parità. Nella Trilogia Italiana i due soprani si confrontano ad armi pari: pensiamo a Fiordiligi e Dorabella (Così fan tutte), interpretate dalla presunta amante di Da Ponte, Adriana Ferraresi Del Bene, e da Louise Villeneuve (forse legata sentimentalmente a Mozart). Lo stesso equilibrio si ritrova tra Donna Anna e Donna Elvira nel Don Giovanni, ruoli nati per due donne centrali nella vita del compositore salisburghese: la cognata Aloysia Weber e la celebre Caterina Cavalieri.
Questa ricerca di equilibrio era una risposta a una moda già consolidata, talvolta esplosiva. Celebre è l'episodio del 6 giugno 1727 a Londra: durante la messa in scena dell’Astianatte di Bononcini, le dive Faustina Bordoni e Francesca Cuzzoni arrivarono alle mani sul palco. Tra insulti da osteria, quali troia e puttana, e scenografie distrutte, la rivalità tra primedonne si trasformò in una vera e propria rissa fisica, con tanto di tifoseria da stadio.
Con il tramonto dell'epoca dei castrati, il teatro d'opera dovette reinventare l'eroe amoroso. All'epoca, la voce naturale del tenore era considerata priva di nobiltà, quasi buffa, e inadatta a rappresentare la trasposizione su un piano ideale. Per questo motivo, i ruoli maschili vennero affidati a donne en travesti.
È il caso di Cherubino, che nelle Nozze mozartiane gioca su un doppio travestimento, o del Romeo di Bellini ne I Capuleti e i Montecchi, scritto per il mezzosoprano Giuditta Grisi. Rossini, dal canto suo, prediligeva il timbro scuro del contralto per i suoi eroi, come Arsace o Tancredi.
Fu Giuseppe Verdi a scardinare definitivamente questo sistema: promosse il tenore a ruolo eroico e trasformò la Seconda Donna in una figura titanica: il mezzosoprano antagonista. Personaggi come Amneris, Azucena o Eboli non sono comprimarie, ma potenze vocali capaci di sfidare il soprano con un registro medio-grave solido e autoritario. Una figura, quella della "nemica" carismatica, che troverà un'eco moderna persino nell'animazione, con personaggi come l'Ursula disneyana, erede spirituale della maga Ulrica.
Il problema sorge quando questa estetica verdiana viene applicata retroattivamente al Belcanto. Il ruolo di Adalgisa nella Norma di Bellini, ad esempio, fu concepito per un soprano leggero e virtuosistico, Giulia Grisi, un'artista celebre per ruoli da usignolo come Norina o Elvira.
Nella metà del Novecento, tuttavia, si è imposta l'abitudine errata di affidare Adalgisa, e le altre seconde donne belcantistiche, a mezzosoprani, imitando le opere verdiane. Questo non solo costringe a trasporre in basso arie e duetti, per agevolare le esecutrici sulle tessiture più acute, ma altera la psicologia del personaggio. Adalgisa è una giovane vestale, inesperta e vergine, contrapposta a una Norma già madre e donna matura; affidare la sua parte a una voce scura e "matronale" è un controsenso drammatico.
Fortunatamente, alcuni artisti hanno cercato di invertire la rotta. Ricordiamo il tentativo di Riccardo Muti con Eva Mei, o la fondamentale incisione di Cecilia Bartoli con il soprano Sumi Jo, che finalmente restituisce ad Adalgisa la sua originaria freschezza sopranile. Anche il soprano Carmela Remigio merita una menzione per aver riportato questo ruolo alla sua corretta dimensione belcantistica.
E’ tempo quindi di restituire ad Adalgisa, a Jane Seymour in Anna Bolena di Donizetti, ma anche a Donna Elvira e Dorabella, la loro vocalità sopranile, insieme alla loro età scenica e vocale, che con la vocalità va di pari passo.
Piccola curiosità, in chiusura, sulle straordinarie donne della famiglia Grisi: dopo Giuditta, prima interprete di Romeo, la sorella Giulia, prima interprete di Adalgisa, Norina, Elvira etc… la cugina, Carlotta Grisi, danzatrice, fu la prima interprete di Giselle.






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